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Chiarli - il nome dietro il Lambrusco
La famiglia Chiarli è uno dei più antichi e grandi produttori di vino dell'Emilia-Romagna. La storia dell'azienda è iniziata in una piccola osteria negli anni 1860, quando Cleto Chiarli produceva un Lambrusco nella sua casa, che era molto popolare tra i suoi ospiti. Gli affari andarono così bene che abbandonò la gastronomia e si dedicò interamente al vino. Nel 1900, la tenuta fu elogiata all'Exposition Universelle di Parigi, così che furono gettate le basi per il successo internazionale.
Con l'ascesa della classe media, Chiarli riuscì ad espandere ulteriormente il business. Il figlio di Cleto, Anselmo, prese in mano l'azienda e negli anni '30 producevano già oltre un milione di bottiglie all'anno, una quantità inimmaginabile per l'epoca, considerando che l'imbottigliamento era ancora fatto a mano e il Lambrusco veniva invecchiato in bottiglia. La seconda guerra mondiale portò distruzione alla città natale di Modena e quindi anche ai capannoni di produzione, ma già nel 1946 la ricostruzione era finita e la produzione ricominciò.

L'ascesa di Chiarli
La produzione salì a 4 milioni di bottiglie negli anni '50. Nel 1959 Chiarli fu il primo produttore di vino a installare serbatoi per la produzione di Lambrusco secondo il metodo Charmat, una rivoluzione per quel tempo. Questo era in linea con i tempi, poiché il consumo di spumante italiano stava cambiando dalle occasioni speciali a una bevanda quotidiana, e i Lambrusci moderni più fruttati e leggeri si adattavano meglio a questo stile di vita.
Oggi, i pronipoti di Cleto, Mauro e Anselmo, gestiscono l'azienda di famiglia. I loro ultimi successi includono un nuovo impianto di produzione costruito nel 2000, così come il successo nella mostra "Top 100 vini dell'anno" di Wine Spectator. Il portafoglio dell'azienda è ora grande, offrendo Lambrusco per ogni occasione, così come diverse altre specialità.

La casa di Chiarli - la regione intorno a Modena
I vigneti di Chiarli si trovano intorno a Modena, una città di eccellenza, sia in termini culinari, culturali o tecnologici. Il famoso parmigiano viene da questa regione, così come il Balsamico di Modena o varie specialità di carne. Inoltre, ci sono produttori di automobili come Maserati e Ferrari. Grandi voci come Luciano Pavarotti venivano da Modena. In mezzo a questi grandi nomi, Chiarli si è anche dedicato agli alti standard della sua città per produrre vini di altissimo livello.
Le uve dietro i vini Chiarli
Tre vitigni formano la base dei vini di Chiarli:
- Lambrusco di Sorbara - uno dei vitigni più antichi della zona
- Lambrusco Gasparossa - una varietà di Lambrusco del sud di Modena
- Pignoletto - un vitigno "immigrato" dalla Grecia

L'uva Sorbara è una delle varietà più difficili da coltivare, molto delicata e con una bassa resa. Tuttavia, con i progressi dell'agricoltura e il lavoro di alcuni pionieri negli ultimi decenni, è stato possibile creare i primi vini di Sorbara in purezza.
Il vitigno Gasparossa proviene dalla zona di Castelvetro, a sud di Modena, e ha beneficiato soprattutto del nuovo metodo Charmat, che ha portato in primo piano le sue caratteristiche, come freschezza, armonia e aromi morbidi.
Il Pignoletto, invece, è un tuttofare, adatto sia ai vini fermi che agli spumanti. Porta una potente porzione di aroma, ma anche i tannini che rendono i grandi vini così speciali.
Ulteriori informazioni su Chiarli
| Indirizzo | |
|---|---|
| Nomi di aziende: | Chiarli |
| Via: | Via Manin 15 |
| Cittá: | 41122 Modena (MO) |
| Paese: | Italia |
| Regione: | Emilia-Romagna |
| Continente: | Europa |
| Azienda | |
| Anno di fondazione: | 1860 |
| Proprietario: | Mauro e Anselmo Chiarli |